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venerd́ 24 luglio 2009 |
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Geza is a young artist. For a long time I have interested myself in his creations, eccentric as scheming. I have done to him some questions, so also the Italian public can learn to know him : on the artists that have influenced him, on the why has decided to undertake this way, and on life in general.That's what he said: When I had started to interest about the art around late 90' years I was influenced by the American scandalous artist like:Robert Mapplethorpe, Joel-Peter Witkin, Sindy Sherman... In the University I wrote my theoretical exam about them, a point of look: how influenced scandals their art...I mean the extreme sado-mazo coming out in Mapplethorpe, carcass vilification in Witkin, aggressor man-hating feminism Sindy Sherman.If you see over these artists there is something common. What's the aggressively vision. They make images what you never forget, can not put out from your brain.But in same time their pictures are beautiful without so much so their content. After I find obviously Damien Hirst, Jake & Dinos Chapman and also Matthew Barney, and I nowadays cite two of my most important inspirations as Chinese artist Cai Guo-Qiang and the cult film of Alejandro Jodorowsky, The Holy Mountain (1973).You know I'm one of guy from the star wars generation growing up in a soft communist political system in Hungary. It makes the people ironic about themselves and the world too.It's a duality! And this duality follows me all of my life. For example when I was a child in 80's years not so many people could travel out from the country, but us. |
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ALDO RUNFOLA-DESTINO E PERFEZIONE-PUBBLICATO SULLA RIVISTA "SEGNO" |
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marted́ 30 giugno 2009 |
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E’ con una dichiarazione energica e risoluta, che occupa quasi un’intera parete della stanza, quella con cui si apre la mostra dell’artista Aldo Runfola.Lettere stampate in grande formato per sottolineare l’importanza e l’autorevolezza della parola nonchè la pregnanza concettuale che essa esprime.Due sono i termini fondanti l’intero percorso, ovvero destino e perfezione, gli stessi che danno, non a caso, il titolo all’intero circuito.L’artista parte dalla conclusione che la parola destino, da lui intesa come “tipo di perfezione che è possibile attribuire alla storia degli esseri umani”, riguardi la forma della struttura narrativa, adducendo che tale pensiero nasce da un profondo interesse maturato nei confronti dell’autobiografia, o meglio nei confronti del soggetto dell’autobiografia, in quanto costitutivamente perfetto essendo esso sottratto al giudizio. In questo incipit risento l’eco di quanto detto da Michael Foucault quando egli parlava di un soggetto narrante, chiamandolo soggetto “guerreggiante”, parola pesante quanto un macigno, che non rimanda alla polemica, quanto piuttosto alla volontà di abbracciare la totalità, attraversandola e trapassandola da vari punti. |
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ALDO RUNFOLA-DESTINO E PERFEZIONE-PUBBLICATO SULLA RIVISTA "SEGNO" |
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marted́ 30 giugno 2009 |
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E’ con una dichiarazione energica e risoluta, che occupa quasi un’intera parete della stanza, quella con cui si apre la mostra dell’artista Aldo Runfola.Lettere stampate in grande formato per sottolineare l’importanza e l’autorevolezza della parola nonchè la pregnanza concettuale che essa esprime.Due sono i termini fondanti l’intero percorso, ovvero destino e perfezione, gli stessi che danno, non a caso, il titolo all’intero circuito.L’artista parte dalla conclusione che la parola destino, da lui intesa come “tipo di perfezione che è possibile attribuire alla storia degli esseri umani”, riguardi la forma della struttura narrativa, adducendo che tale pensiero nasce da un profondo interesse maturato nei confronti dell’autobiografia, o meglio nei confronti del soggetto dell’autobiografia, in quanto costitutivamente perfetto essendo esso sottratto al giudizio. In questo incipit risento l’eco di quanto detto da Michael Foucault quando egli parlava di un soggetto narrante, chiamandolo soggetto “guerreggiante”, parola pesante quanto un macigno, che non rimanda alla polemica, quanto piuttosto alla volontà di abbracciare la totalità, attraversandola e trapassandola da vari punti. |
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