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BACKGROUND STORY-CARDI BLACKBOX (pubblicazione per rivista Segno)
venerd́ 16 ottobre 2009

Tre maestri della fotografia, legati al reportage e alla cronaca nera, fanno riflettere su diverse tematiche, tutte di forte impatto visivo.

Fotografie che risalgono agli anni ’60 e ’70, che narrano storie del quotidiano, sparate dai media  che spesso ne riportano i dettagli più raccapriccianti.

Ma questa mostra è diversa. Gli artisti non vogliono scioccare solo per il gusto di farlo, c’è una poetica della coscienza dietro lo scatto nudo e crudo.

Metidines  riporta le tragedie di Città Del Messico, suicidi, omicidi, tragedie che incorporano anche testimoni involontari di esse. Lo scatto che più mi ha colpita è quello che ritrae un uomo che viene estratto da un tombino ,in cui viveva rubando rame per sfamare i figli. Il richiamo all’iconografia religiosa è molto forte: la deposizione di Gesù dalla croce.  Letizia Battaglia descrive le stragi di mafia della sua Palermo, e fa quasi “respirare” l’atmosfera che aleggia nelle opere, dal bambino che gioca con la pistola con la calza a coprirgli il volto, alle donne addolorate che si battono il petto per la morte dei loro cari, fino ai morti ammazzati. E anche in questo caso il richiamo all’iconografia religiosa è presente:dall’uomo morto e ricoperto con un largo telo di pizzo, fino all’uomo che, ucciso con un colpo di pistola, mostra sulla schiena il tatuaggio con il volto del Cristo.

Odermatt, ufficiale della polizia stradale nel cantone svizzero di Nidwalden, porta sempre con sé la macchina fotografica, con la quale espone incindenti stradali al termine delle operazioni di soccorso. Si avverte il senso  della casualità, della fatalità, dell’imprevisto simboleggiato dall’automobile.

La giovane Barbara Berlusconi, assieme a Nicolò Cardi all’inaugurazione parlano di una precisa volontà , ovvero” Aiutare a far emergere i giovani, con nuove mostre e proposte.  Milano, non è così aperta verso il nuovo-dice Barbara- spesso per la scarsa volontà di chi riveste ruoli importanti a far emergere le nuove leve”.

 
URBAN SPACES-MARINA PARIS(pubblicazione per rivista "Segno")
luned́ 12 ottobre 2009

Entro in una grande stanza dalle pareti bianche, in lontananza intravedo grandi foto, e inizio il mio suggestivo percorso attraverso i lavori di Marina Paris.

"Ambienti" è il titolo di quasi tutte le opere presenti nella mostra, e di spazi effettivamente si tratta. Locali che fanno parte del nostro vissuto quotidiano (scale mobili, aule universitarie), corridoi e stanze ormai disabitati, che tuttavia trasmettono un senso di inquietudine, quasi che qualche bizzarro personaggio dovesse entrare in scena da un momento all’altro.

Le stanze dove alloggia la mostra scompaiono, perché vengono assorbite totalmente dagli ambienti che si presentano. Decadenti, abbandonati, i tessuti sbrindellati qua e la alle pareti. Un camino di marmo chiude la scena. Sono due le grandi stampe dedicate a questo luogo, che ha colpito in modo spiazzante il mio immaginario: forse sono già stata in questo luogo, forse no, eppure la sua malinconia e le sue vestigia abbandonate fanno eco nel mio vissuto psichico.

In questa stanza, come nel lavoro successivo, che ritrae un corridoio, mi specchio attraverso il riflesso del vetro che protegge l’opera, e mi rendo conto che "sono dentro essa". Posso camminare lungo il corridoio, ma mi è vietato guardare a destra o sinistra, almeno non in quell’istante. Perché quegli interstizi laterali nascondono dei portali della mia emotività, intuisco una percezione di turbamento, ma è ancora alla superficie.

"Less than five minutes", realizzato in collaborazione con Alberto D’Amico, è una video animazione in cui gli ambienti di precedenti lavori dell’artista, vengono rielaborate in un artificio di passaggi tra labirinti e spazi geometrici. Una porta ne apre un’altra, e da questa un piccolo particolare dischiude una nuova ambientazione e così via, in una successione di tragitti.

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Becoming Nora (second part)
marted́ 01 settembre 2009

I wanna try to be like Nora, and express my sensuality. All this society castrate our emotion and our pleasure cause we must be all the same model, all the same  body without spirit...(rebecca)

Nora:

I totally agree with your attitude regarding sexuality in general and also in your attitude regarding the female sexuality in special. You are so right when you are talking about this unrealisstic picture, which isn't reality at all, the mainly male society is trying to push into our brains. You know, alsmost each picture which you can see in magazines is not realistic, there aren't perfect bodies, neither female nor male. But since Photoshop and all these manipulating software are standard in producing magazines and advertising work, people are getting more and more familiar with a picture of our bodies which doesn't exist in reality. That's the problem nowadays, your people are looking for bodies which aren't real but only manipulated. And females, which mainly aren't looking like these artificial women, are so getting in trouble with their bodies. That's the reason why more and more people are searching for help at plastic surgeons. But they aren't more lucky then because the plastic surgeon can't give them what they are really missing, self-conciousness.

For me personality and intellect is counting much more then the shape of your legs. When you have this inner strenght you don't need to rely on such unimportant things.

That's the reason why I'm doing my photographs,=2 0I would like to encourage women to be open with their bodies, to love their bodies and showing it self-confident. Don't hide your body, don't hide your sexuality because it's natural, it's fantastic, and everybody of us is unique, very special and precious. I know not every person has the fantasy to make such works like I do, but that isn't important at all, it's not needed because what counts is the ability to take your body so at it is.

 
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